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Tregua inattendibile. La Spagna non crede all'Eta


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Tregua inattendibile. La Spagna non crede all'Eta

Inaffidabile e insufficiente. Politica e società spagnole accolgono con scetticismo il cessate il fuoco, proclamato ieri in un video dall’Eta.

Perplessità riprese dalla stampa, che all’indomani dell’annuncio, ne sottolinea genericità e somiglianza con proclami dello stesso tenore, già diffusi in passato e poi disattesi. Sentimenti condivisi anche dal governo centrale di Madrid.

“L’Eta – ha detto il ministro degli interni Alfredo Pérez Rubalcaba – deve deporre le armi. Una volta e per sempre. Il loro comunicato non offre la minima garanzia. La nostra politica antiterroristica quindi non cambierà. Neanche di una virgola”.

Per le strade di Bilbao la popolazione appare divisa tra sfiducia e rassegnazione. La voglia di crederci è tanta, ma forte è anche il timore di restare nuovamente delusi.

“Ho reagito con grande scetticismo – dice una cittadina -. Ma come tutti credo. Non ci resta che attendere e vedere cosa accadrà”.

“Io invece – replica un’altra – con un briciolo di speranza. Spero di poterci credere”.

“In ogni caso – tira le somme un passante -, credo che non si debba abbassare la guardia. Bisogna proseguire nella lotta ad ogni estremismo, per lasciarci alle spalle il terrore in cui viviamo”.

A smorzare gli entusiasmi è l’impressione di una storia che si ripete. L’ultima tregua, annunciata dall’Eta nel marzo 2006, si concluse nove mesi dopo con un sanguinoso attentato all’aeroporto di Madrid.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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