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Angela Merkel parla di rivoluzione in campo energetico, ma gli ambientalisti la accusano già di essersi venduta alla lobby nucleare. In Germania la coalizione di governo liberal-conservatrice ha deciso il prolungamento della vita delle 17 centrali tedesche, facendo di fatto cadere la scadenza del 2022 per l’abbandono dell’energia atomica nel Paese. L’accordo – in attesa di approvazione parlamentare -è stato raggiunto a conclusione di una riunione durata oltre 12 ore.

Così, oggi, il Cancelliere: “So che in tanti sono scettici e critici rispetto all’energia nucleare e noi ci preoccupiamo per questo – ha detto. Noi vediamo l’energia nucleare come una tecnologia ponte, ossia, che non sarà utilizzata più a lungo del necessario. Le aziende, inoltre, saranno obbligate a investire ingenti somme nella sicurezza nei prossimi anni”.

Un passo, garantisce la Merkel, che servirà a finanziare le energie rinnovabili. Ma le rassicurazioni non placano l’ira di quanti si oppongono al progetto, che prevede una proroga di 8 anni per le centrali più vecchie, quelle costruite prima del 1980, e di 14 anni per le più recenti. Gli ambientalisti – scesi in piazza già ieri davanti alla Cancelleria, hanno lanciato l’appello a manifestare a Berlino il 18 settembre.

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