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I sopravvissuti delle Ande parlano ai minatori cileni

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I sopravvissuti delle Ande parlano ai minatori cileni

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Quattro dei 16 sopravvissuti della famosa tragedia aerea delle Ande hanno portato un messaggio di speranza ai minatori intrappolati nella miniera cilena di San José di Copiapò dal 5 agosto.

Lunedì sono cominciati gli scavi del pozzo che entro dicembre dovrebbe riportare in superficie i 33 uomini. Nel 1972 i 4 ex giocatori di rugby uruguayani vissero una storia per certi versi simile, rimanendo fra le nevi della cordigliera per 72 giorni:

Ho saputo di questa tragedia – dice Ramon Sabella -i giorni passavano e non c’erano notizie di loro. Mi ha ricordato quando gli aerei volavano sopra di noi senza vederci. Li sentivamo avvicinarsi e poi andare via e provavamo un grande dolore e una grande frustrazione. Immagino che questi minatori debbano aver provato una cosa del genere”.

Il 13 ottobre del 1972 un areo che trasportava una squadra di rugby uruguayana diretta a Santiago del Cile si schiantava fra le montagne. In attesa dei soccorsi i 16 sopravvissuti finirono col cibarsi della carne dei compagni morti. Due partirono a piedi per cercare aiuto e dopo una marcia di 10 giorni riuscirono a trovare qualcuno. Da questa vicenda sono stati tratti due film.