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Resa del negoziatore belga. Nuove dimissioni al Re

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Resa del negoziatore belga. Nuove dimissioni al Re

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Stessa scena di pochi giorni fa: a quasi tre mesi dalle elezioni in Belgio, il negoziatore socialista Elio Di Rupo torna a rimettere il proprio incarico alla corona.

Replay emblematico dello stallo politico del paese, ma questa volta con finale aperto: il sovrano Alberto II, che il 9 luglio lo aveva incaricato di sondare le forze politiche per arrivare al sospirato compromesso di governo, non ha respinto le sue dimissioni ma si è limitato a prendere tempo. Timore di Di Rupo è ora che sia tutto da rifare.

“Sarebbe un peccato – ha detto – passare da un assegno in bianco a una pagina bianca. Senza rivelarvi i dettagli della discussione, vi prego però di credermi: in molti, al tavolo delle trattative, hanno detto che senza un accordo su tutto non ci sarebbe stato un accordo su nulla”.

Ad aprile il ritiro dei liberali fiamminghi dalla coalizione del premier Yves Leterme, che ha aperto la crisi politica e portato alle elezioni del 13 giugno in cui hanno trionfato i separatisti dell’N-VA.

Avanzata che ha regalato slancio e peso politico alle rivendicazioni della Nuova Alleanza Fiamminga.

Incremento dei fondi per Bruxelles Capitale e soppressione dello statuto speciale per il distretto elettorale bilingue di Bruxelles Hal Vilvorde tra le principali richieste su cui si sono da allora arenate le trattative con socialisti e cristiano-democratici. Eterno pomo della discordia, che le aperture delle forze francofone non sono però ancora riuscite a estirpare.