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Lo Jobbik: "Campi chiusi per i rom in Ungheria"

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Lo Jobbik: "Campi chiusi per i rom in Ungheria"

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L’istituzione di campi chiusi per i Rom, sorvegliati da agenti, è la soluzione proposta in Ungheria dal partito di estrema destra Jobbik.
Una colonia pilota potrebbe essere istituita a Milskolc nel nord del Paese dove si concentra una larga comunità di rom e la convivenza con il resto della popolazione risulta essere particolarmente difficile.

Gabor Staudt, Jobbik: “I campi chiusi potrebbero aiutare a risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Voglio solo ricordare che come, è già stato detto ieri da Csanad Zegedi, queste idee sono state già espresse nel 21 secolo da formazioni che fanno parte del partito popolare europeo. Basta poi ricordare cosa ha fatto Sarkozy in Francia, Berlusconi in Italia, o un altro esempio calzante come quello finlandese”.

Il partito di estrema destra ha cavalcato il malessere popolare riuscendo nelle elezioni di aprile a mandare per la prima volta in Parlamento alcuni suoi deputati. I socialisti respingono con durezza la proposta.

Attila Mesterhazy, leader socialista: “Troviamo oltremodo inaccettabile la proposta dello Jobbik. Spero che non vogliano chiudere quelli che sono concittadini in campi di concentramento. La cosa peggiore è che il partito di maggioranza Fidesz non ha preso le distanze da questa posizione xenofoba. Chiedo ancora una volta al governo di prendere una volta per tutte distanza da queste affermazioni”.

I rom, la minoranza etnica più numerosa d’Europa, conta una comunità di 700 mila persone in Ungheria.