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La sinistra turca si spacca a dieci giorni dal referendum

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La sinistra turca si spacca a dieci giorni dal referendum

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Un esempio della tensione che regna in Turchia, a dieci giorni dal referendum per cambiare la costituzione.

Nella sinistra democratica hanno dato le dimissioni in massa per disobbedire agli ordini del partito che chiede di votare no il prossimo 12 settembre: “Dicendo si al referendum con i nostri 7300 delegati, contribuiremo a una Turchia senza giunta militare in cui prevalga il diritto e un futuro illuminato”.

Il primo ministro Erdogan presenta il referendum come un passaporto per l’Europa, che rinforza la giustizia, i diritti delle donne e dei lavoratori.

Attenzione, dice invece l’opposizione del fronte del no, questa riforma attacca lo stato di diritto. E il governo la promuove piuttosto per diminuire il potere dei suoi avversari, autorità giudiziaria ed esercito.