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In Messico, un altro sanguinoso episodio della guerra ai narcotrafficanti.

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In Messico, un altro sanguinoso episodio della guerra ai narcotrafficanti.

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Almeno 25 membri di una gang criminale sono stati uccisi nel nord est del paese quando l’esercito ha individuato un campo di addestramento dei malavitosi.
Le truppe hanno sequestrato 23 veicoli di cui due con i colori dell’esercito, e numerose armi e munizioni. Gli scontri sono avvenuti nello stato di Tamaulipas al confine con gli Stati Uniti. E’ una delle aree teatro della guerra tra i cartelli della droga. Una guerra che secondo stime ufficiali ha lasciato sul terreno 28 mila morti dal 2006, anno in cui il presidente Felipe Calderon ha preso il potere.

Il quale si spiega così l’escalation di violenza: “La presenza delle forze dell’ordine e gli arresti destabilizzano le organizzazioni criminali che reagiscono in modo disperato”.

La cattura pochi giorni fa di un capomafia, Edgar Valdez detto La Barbie, è il volto più mediatizzato di questa strategia. Ma secondo molti analisti il pugno duro del governo messicano non fa altro che esacerbare la situazione e quello che serve è allentare la morsa del proibizionismo per togliere linfa vitale al lucroso business della droga.