ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Da Ramallah a Gaza, poca fiducia nei colloqui diretti

Lettura in corso:

Da Ramallah a Gaza, poca fiducia nei colloqui diretti

Dimensioni di testo Aa Aa

Spaccata tra due anime e due autorità, la popolazione palestinese reagisce alla ripresa dei colloqui diretti con una dose minima di speranza a Ramallah, in Cisgiordania.

“L’Autorità Palestinese ha dei piani, dei principi che intende far valere. Siamo là per ottenere, non per pagare” dice un uomo.

“Vogliamo una pace vera e giusta e uno Stato palestinese con Gerusalemme come capitale. Ma sfortunatamente degli israeliani non ci si può fidare” afferma un altro residente di Ramallah.

Ben diversa la situazione nella Striscia di Gaza, dal 2007 nelle mani di Hamas, radicalmente contrario al dialogo con gli israeliani.

“Mahmoud Abbas può riconoscere l’occupazione israeliana quanto gli pare” dice il portavoce del movimento islamico “ma il popolo palestinese non riconoscerà l’occupazione e non parteciperà ad alcun piano che intenda ridimensionare i diritti dei palestinesi”.

E tuttavia un passo in avanti nelle relazioni israelo-palestinesi sarebbe tanto più vitale nella Striscia di Gaza dove oltre il 60% della popolazione è esposta a malnutrizione e problemi di alimentazione.