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Bruxelles contesta la stretta di Parigi sui Rom

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Bruxelles contesta la stretta di Parigi sui Rom

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La commissione europea mette in discussione la legittimità della stretta sui campi Rom decisa dal governo di Parigi.

In un documento che porta la firma del commissario alla Giustizia Vivianne Reding e dei suoi colleghi al Lavoro e agli Affari interni, si chiede alla Francia di fornire informazioni dettagliate sulle procedure che hanno portato alle espulsioni.

I rimpatri – insiste Bruxelles – vanno decisi caso per caso e solo quando vi sia una minaccia alla pubblica sicurezza. Gli aiuti finanziari non giustificano alcuna eccezione.

“Offrire denaro a chi accetta di fare ritorno nel proprio paese di origine è un sistema perverso per violare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini dell’Unione”, afferma l’eurodeputata romena Renate Weber.

La Francia sostiene che la maggior parte dei rimpatri avvengano in modo volontario, dietro un versamento da parte dello stato di 300 euro a ogni Rom e altri cento per ogni figlio a carico.

Così l’eurodeputata francese Michèle Striffler:

“Oggi la Francia applica le direttive europee, senza violare alcun diritto. Anzi, la Francia è il solo paese ad offrire un compenso finanziario, a dare ai Rom del denaro che possono investire nel loro paese”.

Il caso dei Rom sarà discusso martedì prossimo dal Parlamento europeo. Senza citare esplicitamente la Francia, i deputati si dicono preoccupati per la situazione dei Rom in alcuni paesi dell’Unione.