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L'UE condanna l'attacco in Cisgiordania, scetticismo per i negoziati

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L'UE condanna l'attacco in Cisgiordania, scetticismo per i negoziati

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Alla vigilia dei negoziati diretti per il Medio Oriente, anche l’Europa si unisce al coro di condanne per l’attacco avvenuto in Cisgiordania. Le forze di sicurezza israeliane sono in stato di massima allerta dopo l’uccisione di quattro coloni vicino a Hebron. Parenti e amici delle vittime hanno partecipato ai funerali, uniti nella condanna ai responsabili. “Nemici della pace” che cercano di fare deragliare le trattative, li ha definiti la diplomazia europea.

Secondo fonti di stampa, in segno di protesta per l’attacco di ieri, coloni avrebbero deciso di riprendere a costruire in Cisgiordania, in violazione del congelamento degli insediamenti. Reazione che testimonia lo scetticismo presente nelle colonie: “Vorrei potere credere alla riuscita dei negoziati di pace – dice un colono -, ma purtroppo se penso agli ultimi 15-20 anni, sembra che ogni tentativo di negoziato porti all’esplosione di violenza, come è successo la scorsa notte”.

Il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha accolto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, e il leader palestinese Mahmoud Abbas a Washington, dove domani riprendono i negoziati diretti interrotti due anni fa. Entrambi hanno condannato l’attacco, rivendicato dalle Brigate Ezzedin al-Qassam, falange estremista legata ad Hamas. A Gaza, centinaia di sostenitori di Hamas hanno invece sfilato per celebrarlo, mentre in Cisgiordania, decine di attivisti sono stati arrestati dalle forze di sicurezza palestinesi.