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Ritorno dall'Iraq, non tutte rose e fiori

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Ritorno dall'Iraq, non tutte rose e fiori

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Heather aspetta suo marito di ritorno dall’Iraq.

Dopo aver parlato con lui al telefono, ci annuncia raggiante la buona notizia: “Sono appena atterrati nel Maine!”

Abbiamo incontrato Heather e le sue figlie Maddie e Taylor a casa loro, nella base militare di Fort Bliss, in Texas. Heather ci racconta com‘è la vta della famiglia di un militare Usa in trasferta: “Non posso riportare papà a casa dal lavoro, non posso far nulla per migliorare la situazione, non posso lasciare le ragazze parlare sempre con lui. Tutte le piccole cose che fanno, tutte le storie divertenti che raccontano…insomma, lui non è qui a vivere queste cose. Ma sa una cosa? Lui lo sapeva, è il suo lavoro, ed è per questo che le mie ragazze pensano che il loro papà sia un supereroe. Se chiedete a loro che lavoro fa, vi diranno: il mio papà fa il supereroe”.

L’unità di Mark, il marito di Heather, è stata una delle ultime a lasciare l’Iraq. Gli chiediamo: “Che cosa le è mancato di più mentre era così lontano?”

Mark risponde: “Principalmente mia moglie e le mie figlie, perché soprattutto a tre e quattro anni… insomma, stavano crescendo. È difficile, ti tocca vederle in video anziché dal vivo”.

E non è detto che il ritorno a casa sia tutto rose e fiori.
Casi di disturbo post-traumatico da stress e di depressione sono frequenti fra i veterani. I suicidi sono in continuo aumento.

L’anno scorso si sono tolti la vita 98 veterani d’Iraq e Afghanistan.

Al loro arrivo, i militari trovano assistenza psicologica e spirituale. Uno psicologo spiega: “Vanno un po’ a tentoni, quando ritornano, non sanno che cosa aspettarsi”.

E un religioso: “Sono stati via per così tanto tempo, lontani da mariti e mogli, e poi naturalmente c‘è il trauma della guerra. Quindi bisogna dargli un po’ di tempo, un periodo di decompressione”.

La maggior parte dei soldati Usa si sono ritirati dai combattimenti nel corso dell’anno passato, ben prima della scadenza simbolica del 31 agosto.

In 4400 hanno lasciato la vita in Iraq. Gli anni peggiori sono stati il 2006 e il 2007.