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Parigi difende rimpatri rom davanti Commissione Ue

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Parigi difende rimpatri rom davanti Commissione Ue

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Il governo di Parigi difende, di fronte alla commissione di Bruxelles, la politica del rimpatrio dei rom che tante polemiche ha scatenato, dentro e fuori la Francia.

Il commissario europeo alla giustizia Vivianne Reding ha incontrato il ministro francese all’immigrazione e il segretario di stato agli affari europei.

Bruxelles vuole accertare se le espulsioni di rom dal territorio francese abbiano violato, o meno, le direttive comunitarie. Un punto controverso perché i rom, di nazionalità romena o bulgara, sono cittadini europei. E la Commissione teme che l’iniziativa di Parigi metta in discussione la libertà di spostamento dei cittadini europei all’interno dell’Unione.

Il ministro francese Eric Besson:

“E’ il giudice che autorizza a smantellare un campo, è il giudice che verifica se i rimpatri, quelli forzati e quelli volontari, rispettano scrupolosamente le nostre procedure. Ed è per questo che non ci sono stati rimpatri forzati di persone che occupavano i campi smantellati. Perché il preavviso minimo di un mese a cui hanno diritto non è ancora trascorso. Tutto questo è grottesco”.

Dal 28 luglio, quando l’Eliseo ha lanciato la campagna contro i campi abusivi, 980 rom sono stati ricondotti nei loro paesi d’origine. Rimpatri volontari, secondo il governo di Parigi, che offre 300 euro a chi accetti di lasciare la Francia. Quanto alle espulsioni, i tribunali amministrativi ne hanno annullate diverse, contestando le motivazioni della prefettura.