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Netanyahu verso i negoziati fra ottimismo e perplessità

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Netanyahu verso i negoziati fra ottimismo e perplessità

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Ottimista, ma determinato a non fermare gli insediamenti. Così il premier israeliano Beniamin Netanyahu si affaccia ai negoziati diretti con i palestinesi, che riprenderanno dopodomani a Washington.

Ombre e contraddizioni che l’hanno accompagnato nel suo viaggio negli Stati Uniti, ma da cui il presidente Shimon Peres ha tenuto in patria a sgombrare il campo.

“Il nostro Primo ministro – ha detto – si reca a Washington determinato a rappresentare il suo popolo e a spingere per un accordo. Un accordo ampiamente condiviso, che nello specifico consiste nella soluzione dei due Stati: una Palestina demilitarizzata da una parte e Israele dall’altra. Ogni alternativa sarebbe pericolosa per entrambe le parti”.

Da Ramallah ribattono, indicando come prioritaria la fine dell’occupazione. Ai microfoni del nostro corrispondente Mohamed Elhamy, il Ministro dell’interno dell’Autorità Nazionale Palestinese ha confermato di considerare, come punto di partenza delle trattative, l’ultima proposta avanzata da Onu, Stati Uniti, Russia e Unione Europea.

“Per la fine del conflitto con Israele – ha detto Hussein Al Sheikh -, la nuova bozza del Quartetto per il Medio Oriente fa chiaro riferimento ai confini del 1967, precedenti alla Guerra dei Sei Giorni”.

Primo ostacolo appare ora l’imminente scadenza del blocco israeliano agli insediamenti. Il rinnovo è la condizione palestinese per proseguire nei negoziati. Un punto su cui Netanyahu non sembra però al momento disposto a cedere.