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Fine missione Usa in Iraq: migliaia i soldati morti e feriti in oltre sette anni

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Fine missione Usa in Iraq: migliaia i soldati morti e feriti in oltre sette anni

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Nel giorno della fine della missione di combattimento statunitense in Iraq, il pensiero degli americani è rivolto anche ai soldati morti laggiù o diventati invalidi. Le ferite, per tutti i sopravvissuti, non sono solo fisiche, ma anche, e soprattutto, psicologiche.
 
Il sergente Thom Tran fu ferito all’inizio della guerra alla nuca e nonostante questo decise di completare il servizio militare. Ha reagito ai suoi ricordi dolorosi con l’umorismo. È diventato infatti un cabarettista. “Superai il confine iracheno il 29 marzo 2003 – racconta – e il 3 aprile, dopo meno di una settimana, mi spararono. Sono stato davvero fortunato, e lo sono ancora: ho la fortuna di fare quello che faccio per vivere. Questa è la ragione per cui posso raccontare barzellette”.
 
Dal marzo 2003 più di 4.400 soldati statunitensi sono morti in Iraq. Quasi 32mila sono stati feriti. Circa 100mila i civili iracheni rimasti uccisi in attentati e scontri.
 
Sallie e Norm Stubenhofer hanno perso il loro figlio, il capitano Mark Norman Stubenhofer – il 7 dicembre 2004. “Dopo la morte di Mark – spiega il padre – abbiamo ricevuto una sua cartolina di Natale dove parlava dei suoi progetti per l’estate e Sallie l’ha letta una sera mentre eravamo a letto ed è scoppiata a piangere. Non c‘è niente che puoi fare”.
 
La madre del giovane – ucciso in un attacco durante un pattugliamento a Baghdad – per cercare un po’ di sollievo alla morte del figlio ha deciso di dedicarsi alle famiglie che hanno perso a loro volta una persona cara in Iraq, scrivendo loro lettere.