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Sahara Occidentale: il rilascio degli spagnoli non placa le tensioni

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Sahara Occidentale: il rilascio degli spagnoli non placa le tensioni

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Non è bastata la liberazione dei 14 spagnoli arrestati in Sahara Occidentale a sedare le tensioni fra Madrid e Rabat. A gettare acqua sul fuoco, i maltrattamenti denunciati da alcuni degli attivisti, fermati sabato durante una manifestazione in favore dell’indipendenza dell’ex colonia spagnola.

Mostratasi alle telecamere con vistosi lividi, una di loro ha parlato di pesanti violenze da parte di agenti in borghese. “Appena estratta la bandiera del Sahara Occidentale – ha raccontato la 59enne Carmen Roger all’arrivo a Las Palmas – in decine ci sono saltati addosso e hanno cominciato a prenderci a calci e pugni. E questo che vedete è il risultato”.

Echi, che dalle Canarie sono arrivati addirittura a Shanghai. Durante la sua visita all’Esposizione Universale, il premier Zapatero ha espresso “preoccupazione” ma sottolineato come prioritaria la difesa dei rapporti con Rabat.

“Qualcuno potrebbe non condividere la mia opinione – ha detto -, ma considero un punto chiave della politica estera del mio governo, il mantenimento di buone relazioni con un paese vicino come il Marocco”.

Colonia spagnola fino al 1975, il Sahara Occidentale fu annesso quattro anni dopo dal Marocco. Da allora il montare delle rivendicazioni della popolazione Sarawi, che reclama l’indipendenza.

Aspirazioni, a lungo perseguite dal Fronte Polisario anche con la guerriglia. Uno spinoso e decennale contenzioso, che di riflesso non ha di fatto mai smesso di complicare le relazioni diplomatiche anche fra Spagna e Marocco.