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Pakistan: il ritorno a casa dopo le alluvioni, disperazione

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Pakistan: il ritorno a casa dopo le alluvioni, disperazione

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Quando le acque stavano arrivando minacciose sono scappati, lasciando tutto dietro di sé per salvarsi. Ora, più di un mese dopo, molti pachistani stanno tornando a casa, a vedere cosa ne è rimasto: spesso quasi nulla.
Qui siamo nel Sindh, una delle aree più colpite. I vecchi letti fanno da tettoie ad insediamenti di fortuna, che insieme alle tende sono diventati gli unici ripari.
L’assenza di acqua pulita e quella che ristagna dopo le inondazioni sta aggravando le condizioni sanitarie di questa gente. Molti bambini hanno la malaria, soffrono di dissenteria, hanno crisi respiratorie. In tali condizioni è difficile immaginarsi il futuro.

“Come farò a sopravvivere, penso solo a questo. Non ci sono più campi, raccolti, lavoro. È finito tutto e io non so da dove ricominciare. Ora solo Allah può salvarci. Ci ha fatto tornare qua e ci farà trovare un lavoro”.

L’Onu ha finora calcolato in nove milioni le persone che necessitano di prima assistenza, ma quasi diciasette milioni e mezzo di pakistani avrà bisogno di aiuto per ricominciare a vivere.
L’agricoltura è un pilastro dell’economia del Paese, ma in questo momento solo un terzo delle riserve idriche può raggiungere i campi coltivati.