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Israeliani e palestinesi verso colloqui diretti, tra dubbi e scetticismo

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Israeliani e palestinesi verso colloqui diretti, tra dubbi e scetticismo

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Sul prolungamento della moratoria per gli insediamenti israeliani non vi è alcuna promessa. A pochi giorni dalla ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi a Washington, le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu, pronunciate davanti ai membri del suo partito a Gerusalemme, fanno apparire ancora più fragile la prospettiva di un accordo per il Medio Oriente entro un anno.

“Il governo israeliano – ha detto il leader palestinese Mahmoud Abbas – si dovrà accollare la responsabilità di un eventuale fallimento dei negoziati se continua l’espansione delle colonie sui territori palestinesi occupati a partire dal 1967”. I palestinesi minacciano di uscire dai colloqui che iniziano giovedì, se Israele non estenderà la moratoria sugli insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme Est, moratoria decretata lo scorso novembre e in scadenza il 26 novembre.

Nell’annunciare la ripresa dei negoziati diretti – dopo 20 mesi – l’amministrazione Obama ha auspicato il raggiungimento di un accordo tra israeliani e palestinesi entro un anno. Un obiettivo ambizioso, ma le premesse sono tutt’altro che ottimistiche.