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Nel giorno di Martin Luther King, opposte manifestazioni a Washington

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Nel giorno di Martin Luther King, opposte manifestazioni a Washington

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Ristabilire l’onore dell’America. Con questa parola d’ordine i Tea party, guidati dal conduttore televisivo Glenn Beck, hanno chiamato in piazza la destra bianca e ultra conservatrice.

Lo hanno fatto al Lincoln Memorial a Washington, là dove Martin Luther King 47 anni fa fece lo storico discorso: “I have a dream”.

“Dobbiamo essere orgogliosi dei colori americani, grati ai nostri soldati”, ha detto la repubblicana Sarah Palin, “Torniamo ai valori positivi dell’America e al suo onore. Dio vi benedica e benedica l’America”.

Per i tea party, che si ispirano alle rivolte di fine settecento per le tasse britanniche sul tè, Obama è un socialista, salva le banche e aggrava il deficit del paese.
“Il governo è fuori controllo”, commenta un manifestante, “sta creando un indebitamento sempre più grande che pesa su tutti noi e sulle generazioni future. Tutto ciò deve finire, la tendenza va invertita”.

Stessa città, stesso giorno, la contro manifestazione degli attivisti dei diritti civili, in gran parte afro-americani.

“Siamo qui”, dice il reverendo Al Sharpton, “perché il sogno non è ancora completato. Ci sono stati molti progressi ma c‘è ancora tanta strada da fare”.

I tea party stravolgono il messaggio di Martin Luther King, dicono gli attivisti. Il suo sogno siamo noi. Loro, sono solo razzisti.