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Dopo 70 anni, esposta a Mosca l'icona di Cristo

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Dopo 70 anni, esposta a Mosca l'icona di Cristo

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Il presidente russo e il patriarca Kirill, nel giorno dell’assunzione ortodossa, inaugurano insieme al Cremlino l’icona di Cristo salvatore, restaurata e tornata alla luce dopo settant’anni.

Scoperta lo scorso aprile, era nascosta sotto uno spesso strato di gesso sopra la porta della torre Spasskaïa, di fronte alla Chiesa di San Basilio, sulla Piazza Rossa. Destino che condivideva con quella di San Nicola, ancora in restauro.

Le due immagini sacre, vecchie di sei secoli, erano state murate nel ’37, durante il ventesimo anniversario della presa del potere dei bolscevichi e un’ennesima ondata di campagne antireligiose.

Una celebrazione sotto l’acqua che ha visto la presenza ufficiale del capo di stato russo, prova del riavvicinamento tra la chiesa e Mosca:

“Dal ritrovamento di queste due icone e dopo la loro benedizione, il nostro paese può contare su una protezione ulteriore”.

Perseguitata dopo la rivoluzione d’ottobre, la Chiesa ortodossa ha ripreso vigore con la caduta dell’Unione sovietica ed è ora il culto principale del paese.