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Pakistan, al nord si torna a casa, al sud altri sfollati

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Pakistan, al nord si torna a casa, al sud altri sfollati

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Lentamente, le acque si ritirano nel nord e nel centro del Pakistan alluvionato da un mese.

L’esercito aggiusta le strade e la gente del Punjab torna a casa come può.

Sono agricoltori, per lo più, e trovano campi sott’acqua, raccolti distrutti, macerie.

“Che il governo aiuti tutti ma in maniera equa”, chiede un pakistano, “E poi potremmo ricostruire le nostre case per i nostri bambini. Ma nel frattempo, ora che sta arrivando la stagione fredda, dove vivremo? Non ci sono medicine e neppure acqua potabile e cibo”.

Si scappa ancora, invece, al sud, nella provincia del Sindh, dove l’Indo rompe gli argini di nuovo, stavolta alla foce. A Thatta, evacuate 300 mila persone.

Un milione gli sfollati nelle ultime ore solo in questa regione, che porta a nove i milioni di senza tetto.

E si temono altri morti, oltre alle 1600 vittime già confermate.

Un quinto del paese è inondato, 17 milioni i sinistrati per le acque gonfiate dell’Indo, di solito largo solo qualche centinaio di metri.