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Narcotraffico: autobomba, massacri e poliziotti scomparsi in Messico

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Narcotraffico: autobomba, massacri e poliziotti scomparsi in Messico

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Messico, ondata di violenze nel nord est del paese: esplose due autobomba, davanti a una televisione e alla sede della polizia stradale di Ciudad Victoria. Nessun ferito.

Forse un atto intimidatorio,
dopo il massacro di 72 clandestini avvenuto a 150 chilometri da qui, a San Fernando, nello stato di Tamaulipas.

Una carneficina non rivendicata ma presumibilmente opera dei Los Zetas, gang del narcotraffico che arruola i migranti a forza.

Stessa firma anche per l’omicidio di un poliziotto che indagava sulla carneficina e la scomparsa di un altro agente.

Sette le bande dei narcotrafficanti in lotta nel paese, quasi 30 mila i morti dal 2006.

Una vera minaccia per la nostra società, denuncia il presidente Felipe Calderón che la contrasta schierando 45 mila uomini.

E sempre alla guerra tra narcos si devono anche i 14 morti trovati a sud, nel porto della celebre Acapulco.

Ammanettati, bendati, torturati e poi crivellati dalle pallottole.

Sui corpi, avvertimenti e minacce per la banda rivale.