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Messico: identificati 15 dei 72 migranti massacrati

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Messico: identificati 15 dei 72 migranti massacrati

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Le delegazioni di Brasile, Ecuador e Honduras sono arrivate a Reynosa, al confine tra Stati Uniti e Messico, dove sognavano di andare i 72 migranti barbaramente uccisi da sicari del narcotraffico. All’obitorio, a 150 chilometri dal luogo del massacro, stanno identificando le vittime per il rimpatrio. Finora ne sono state riconosciute una quindicina, grazie ai documenti che avevano con sé.

L’Honduras, insieme agli altri Paesi coinvolti, hanno chiesto al Messico di porre fine a questa mattanza: 28mila morti dal 2006. “Chiediamo alle autorità messicane di fare il possibile per porre fine agli abusi, alle estorsioni e alle violenze che i migranti dell’America Centrale stanno subendo nei loro viaggi verso gli Stati Uniti”, ha detto il vice-presidente Maria Antonieta De Bogran.

Il massacro è avvenuto in un ranch vicino San Fernando. La zona ora è fittamente pattugliata per scovare i narcotrafficanti.
All’origine della strage ci sarebbe la faida tra il Cartello del Golfo e la gang degli “Zetas”. Quest’ultima avrebbe chiesto invano ai 72 di versare altro denaro rispetto alla somma pattuita per varcare la frontiera. Poi avrebbe proposto loro di militare nella banda armata. Davanti anche a questo rifiuto li avrebbe uccisi.

A raccontarlo l’unico sopravvissuto, un ecuadoriano di 18 anni, ferito con un colpo di arma da fuoco e scampato al massacro perché creduto morto.
La famiglia in Ecuador non aveva più sue notizie da due mesi.