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Il Kenia non arresta Bashir e solleva l'ira della Cpi


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Il Kenia non arresta Bashir e solleva l'ira della Cpi

Due a zero per Omar al Bashir. Il presidente del Sudan, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità e genocidio, si è preso nuovamente gioco dei giudici dell’Aja.

Invitato in Kenya per la cerimonia di promulgazione della nuova carta costituzionale, Bashir non ha trovato nessuno ad arrestarlo. E questo nonostante il governo di Nairobi abbia ratificato lo statuto di Roma e sia quindi tenuto a rispettare le decisioni della corte.

Il Kenya replica che Bashir non fu arrestato nemmeno in Chad, il mese scorso.

“Bashir è il presidente di uno stato amico e confinante – ha detto il ministro degli esteri keniano – abbiamo invitato tutti i nostri vicini, incluso il Sudan. Bashir ci ha onorato della sua presenza e gliene siamo grati”.

Bashir è ritenuto responsabile per i crimini commessi nella regione sudanese del Darfur, dove la guerra civile ha fatto più di 300mila vittime.

La sua presenza a Nairobi era dovuta ai festeggiamenti per la nuiova costituzione del Kenya, approvata dai due terzi degli elettori con un referendum in agosto. La carta prevede maggiori controlli sui poteri presidenziali e prende di mira la corruzione e il clientelismo politico.

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