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I bambini: le prime vittime delle inondazioni in Pakistan

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I bambini: le prime vittime delle inondazioni in Pakistan

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In Pakistan meridionale l’emergenza inondazioni continua. Nelle ultime 48 ore, nella regione del Sindh, un altro milione di persone è stato costretto alla fuga.

Le prime vittime sono i bambini. Secondo l’UNICEF 3 milioni e mezzo di minori rischiano di contrarre malattie. Causa prima: l’acqua contaminata:

“Le malattie si diffondono per via delle inondazioni – dice un uomo – I piedi dei bambini si infettano. Si verificano anche gastroenteriti e affezioni oculari. Non abbiamo ricevuto alcun aiuto dal governo, non c‘è nessuna struttura medica qui”.

La stazione centrale di Karachi è diventata un gigantesco campo profughi informale dove gli sfollati sono abbandonati a se stessi, ridotti a chiedere l’elemosina ai passeggeri in transito.

Là dove gli aiuti giungono, come nella città di Charsadda, la popolazione, esasperata, ha assaltato i punti di distribuzione, provocando la reazione violenta delle forze dell’ordine:

“Le razioni ci sono, ma non arrivano a chi ne ha veramente bisogno. Viene gente da fuori e si prende tutto. Il comportamento della polizia è vergognoso. A noi non resta nulla e intanto i nostri figli muoiono di fame”.

Le inondazioni in Pakistan hanno provocato almeno 1600 morti e 4 milioni di senza tetto, ma si calcola che, in questo mese di piogge monsoniche, in tutto le persone coinvolte dal disastro siano almeno 20 milioni.