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Impennata dei prezzi: autorità russe moltiplicano controlli

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Impennata dei prezzi: autorità russe moltiplicano controlli

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Le autorità moltiplicano i controlli in Russia, dove i prezzi alimentari stanno subendo una vertiginosa impennata dei prezzi. Alcuni dei prodotti base dell’alimentazione hanno subito aumenti record in alcune regioni, sulla scia di siccità e incendi. Il prezzo di cereali come il grano saraceno è aumentato di quasi 9 punti percentuali in una settimana. E non va meglio a latte e derivati. La cliente di un negozio dell’estremo oriente russo racconta che il latte costava l’equivalente di 53 centesimi, ora costa il 25 percento in più.

Per scongiurare gli aumenti e garantire le forniture interne, il governo ha stabilito a metà agosto un embargo alle esportazioni. Un piano che sembra non funzionare, almeno nell’immediato. “Non siamo noi quelli che speculano” – dice una commerciante – che attribuisce la responsabilità ai grossisti.

Intanto una ventina di casi sospetti di aumenti ingiustificati sono al vaglio delle autorità. Il responsabile di una catena di distribuzione non ha dubbi. “È colpa dei produttori – dice -, hanno fatto salire i prezzi in modo artificiale parlando di siccità e calo del raccolto”. Siccità e incendi hanno causato la perdita di circa 30 milioni di tonnellate di raccolto. Secondo alcune stime, i prezzi del pane potrebbero aumentare del 15 percento da qui a inizio settembre.