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Verso un'imposta europea?

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Verso un'imposta europea?

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I cittadini europei sono destinati a diventare anche dei contribuenti europei? In un’intervista il commissario europeo al bilancio rilancia l’idea. A che punto siamo?
L’idea di una tassazione europea non é una novità: ma finora nessuno ne aveva parlato apertamente.
Un argomento troppo sensibile sul piano politico.
Il commissario al bilancio l’ha fatto, anche se il suo portavoce ha cercato di minimizzare.

“Ció che detto il commissario é che é arrivato il momento di di cercare entrate alternative per il bilancio dell’Unione.”

Dal 2006 la commissione riflette a una riforma globale del bilancio comunitario. Obiettivo: ridurre le spese e trovare nuovi introiti per diminuire le quote versate dai 27 stati membri. Oggi le quote calcolate in base al prodotto interno lordo di ogni stato rappresentano il 76 % dell’intero bilancio europeo contro solo il 12% dei diritti doganali e l’11% provenienti dalla riscossione dell’iva.

IL commissario al bilancio propone la riduzione dell’ammontare globale dei contributi nazionali di 30-40 miliardi di euro. Quanto basta per sedurre i governi europei in tempo di crisi.

Per compensare la perdita, sarebbero allo studio quattro nuove tasse: una sulle transazioni finanziare, un’altra sul trasporto aereo, una terza imposta sugli scarichi di CO” e infine una tassa diretta sui contribuenti europei.

E’ fuori discussione l’approvazione di una tassa comunitaria hanno reagito tre pesi massimi delle quote comunitarie quali Germania, Francia e Gran Bretagna.

Il commissario al bilancio che non vuole privilegiare nessuna ipotesi presenterà il progetto dopo il 15 settembre.

Per saperne di più un numero verde e un sito sono a vostra disposizione.