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Cile, al lavoro per liberare i minatori intrappolati a 700 metri. "Necessari tre mesi"

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Cile, al lavoro per liberare i minatori intrappolati a 700 metri. "Necessari tre mesi"

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Un collegamento telefonico tra la superficie e il rifugio a 700 metri di profondità in cui si trovano da quasi 20 giorni 33 minatori cileni. Quello che inaugura il ministro delle Miniere è un nuovo canale per restare in contatto con gli operai, in attesa di poterli fare uscire.

Attorno alla miniera di Copiapo, i familiari dei 33 minatori seguono passo passo le attività dei soccorritori. Grazie alla sonda in funzione da qualche giorno si riesce a far arrivare acqua e generi di conforto, oltre che scambiarsi qualche biglietto scritto a penna.

I tecnici sono al lavoro per predisporre lo scavo di un pozzo largo 66 centimetri, attraverso il quale estrarre uno a uno i minatori. L’arrivo delle gigantesche trivelle viene salutato con entusiasmo dalla folla raccolta attorno alla miniera. Ma nemmeno così i probemi sono risolti: la più ottimistica delle ipotesi prevede almeno tre mesi di lavoro prima di riuscire a liberare i 33.

Sopravvissuti al crollo di una galleria, i minatori sono riusciti a raggiungere un rifugio attrezzato. Tuttavia, secondo quanto ha rivelato la senatrice Isabel Allende, gli uomini hanno razionato le risorse, e si nutrono di tonno e latte ogni 48 ore.

L’incidente ha sollevato nel paese una ondata di emozione e viene seguito con attenzione dal capo dello stato, Sebastian Pinera, che ha annunciato una legge sulla sicurezza nel settore. Intanto, la compagnia mineraria dei 33 annuncia bancarotta. Così, gli “eroi sottoterra” potrebbero tornare in superficie da disoccupati.