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Netanyahu: accordo con i palestinesi "difficile ma possibile"

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Netanyahu: accordo con i palestinesi "difficile ma possibile"

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Un accordo di pace tra israeliani e palestinesi è realistico. Ne è convinto Benjamin Netanyahu, nonostante lo scetticismo di una parte della stampa e le preoccupazioni dei palestinesi all’annuncio della ripresa dei negoziati diretti senza precondizioni, dopo 20 mesi di interruzione. 
 
“Raggiungere un accordo di pace con l’Autorità palestinese è difficile, ma possibile”, ha detto il premier israeliano durante il consiglio dei ministri.
Secondo Netanyahu l’intesa deve garantire la sicurezza di Israele. Principio che si traduce per lui nell’obiettivo di uno Stato palestinese demilitarizzato.
 
I negoziati, che cominceranno il 2 settembre a Washington, potrebbero arrestarsi di nuovo se Israele edificherà nuovi insediamenti in Cisgiordania, ha avvertito l’Anp. Il 26 del mese prossimo scade infatti la moratoria sulla costruzione di colonie.
 
Secondo il Quartetto per il medio Oriente potrebbe essere sufficiente un anno per un accordo che comprenda la creazione di uno Stato palestinese.
 
Scettico Danny Dayan, presidente del consiglio dei coloni: “Bisogna stare molto attenti a non alimentare troppo le aspettative”, afferma, “l’arco temporale di un anno per esempio per me è completamente irrealistico, e anche l’obiettivo di istituire uno Stato palestinese”.
 
Sono passati 17 anni dai negoziati di Oslo. Nel frattempo i territori palestinesi hanno subito uno sdoppiamento, con Gaza finita nelle mani di Hamas.
 
L’offensiva israeliana del 2008 aveva interrotto l’ultimo dei numerosi tentativi di dialogo avviato ad Annapolis, negli Stati Uniti.