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L'ombra degli insediamenti sulla ripresa dei colloqui di pace

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L'ombra degli insediamenti sulla ripresa dei colloqui di pace

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La questione degli insediamenti minaccia sul nascere la ripresa dei colloqui di pace in Medioriente.

L’OLP ha accettato l’invito statunitense ma già messo in guardia: “Un mancato stop alle costruzioni da parte israeliana potrà mettere in pericolo le trattative”.

Prime ombre sul già ambizioso programma di Washington, che entro un anno mira ad arrivare alla definizione dei confini del futuro stato palestinese.
“Ci sono state difficoltà in passato – ha detto il Segretario di Stato americano Hillary Clinton – e ce ne saranno ancora in futuro. Senza dubbio incontreremo nuovi ostacoli. I nemici della pace continueranno a sfidarci, per condurre al fallimento questi negoziati”.

Il programma della Casa Bianca prevede che il premier israeliano Netanyahu e il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmud Abbas incontrino il primo settembre Obama, per poi riprendere il giorno successivo i negoziati diretti, interrotti dalla fine del 2008.

Una proposta subito bollata da Hamas come infruttuosa prosecuzione di una politica dettata dalle potenze occidentali.

Ma a preoccupare è ora soprattutto l’imminente scadenza della parziale moratoria israeliana sulle nuove costruzioni in Cisgiordania: un mancato rinnovo in tempi brevi potrebbe affossare prima del tempo ogni impegno al dialogo.