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Pakistan, emergenza anche economica

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Pakistan, emergenza anche economica

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Non c‘è solo l’emergenza umanitaria, in Pakistan, ma anche quella economica. A Mingora, nella valle dello Swat, centinaia di lavoratori giornalieri cercano un impiego per sbarcare il lunario. Ma non è più come prima. Di lavoro, non ce n‘è.
“Negli ultimi 22 giorni, da quando è andata via l’elettricità – dice un disoccupato -, non abbiamo mai lavorato. Di solito caricavamo sacchi di cemento sui camion, ma dall’inizio delle alluvioni, non c‘è più lavoro”.
“Arriviamo prestissimo al mattino – aggiunge un altro -, aspettiamo fino alle 11, ma nessuno viene a offrirci lavoro. Torniamo a casa e mangiamo il pane secco di ieri. Oppure mangiamo a giorni alterni”.

I danni alle infrastrutture rendono urgente la ricostruzione, che in molti casi riparte in modo artigianale: si prende la sabbia direttamente dagli argini dei fiumi e si preparano i mattoni per erigere muri. Secondo l’alto Commissariato britannico per il Pakistan, ci vorranno almeno 8 miliardi di euro per la ricostruzione.
Il Fondo monetario internazionale ha calcolato che gli effetti delle inondazioni ridurranno del 4,5% la crescita del prodotto interno lordo.