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Misure anti-suicidi alla cinese Foxxon

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Misure anti-suicidi alla cinese Foxxon

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Tra festicciole e musica il colosso cinese Foxxcon sta cercando di fermare la catena di suicidi tra i propri dipendenti. Sono già dodici, dello stabilimento di Shenzen, ad essersi tolti la vita.

Un fenomeno che ha scatenato un dibattito sulle cause che vanno dalle dure condizioni di lavoro alla crudeltà della competizione cinese.

“Prima -dice un dipendente – dall’inizio alla fine del lavoro non avevamo nemmeno una pausa. Ora ci avanza addirittura del tempo libero”. I vertici della Foxconn preoccupati delle ricadute legali hanno creato all’interno dello stabilimento dei centri di assistenza psicologica e reso noto che non ci sarebbero stati dei risarcimenti alle famiglie in caso di suicidi.

“Penso – dichiara Geoffrey Crothall, del China Labour Bulletin – che questi nuovi accorgimenti servano solo per rifarsi un’immagine. Credo invece che Foxxconn debba imparare a trattare i propri lavoratori come degli esseri umani e pagarli in modo dignitoso. Non stiamo parlando di cose impossibili”

Ma le nuove misure introdotte dal colosso specializzato in tecnologia elettronica non hanno salvato la vita di una lavoratrice di 22 anni, all’inizio di agosto. La ragazza,è l’ultima vittima in ordine di tempo della città fabbrica, dove lavorano 100 mila dipendenti.