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Elezioni in Australia, i candidati lanciano la sfida

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Elezioni in Australia, i candidati lanciano la sfida

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Economia, immigrazione, monarchia, ed internet, sono i temi al centro del dibattito politico in Australia dove 14milioni di cittadini sabato andranno a votare per le elezioni federali.
L’Australia ha retto bene alla crisi mondiale, è l’unica economia avanzata a non aver risentito della recessione economica. L’obiettivo ora è non tornare indietro, mantenendo i bassi livelli di disoccupazione e riportando i bilanci statali in attivo. La candidata dei Labor, Julia Gillard è la prima donna a ricoprire, da giugno scorso, la carica di primo ministro. La Gillard non è stata eletta dal voto popolare, ma nominata dal gruppo parlamentare laburista dopo la sfiducia a Kevin Rudd, suo precedessore. Ora vorrebbe essere riconfermata nel suo ruolo dagli elettori.
La carismatica esponete dei Labor punta su un programma ambizioso, a partire dalla creazione di una rete a banda larga su scala nazionale per garantire al 93% di australiani l’accesso a internet veloce. Il costo del progetto ammonta a circa 30 miliardi di euro. È una sfida importante in un paese che è sviluppato, ma in ritardo rispetto agli altri in termini di velocità e costi di internet .
Un altro punto cruciale della campagna elettorale della Gillard è l’intenzione di imporre una nuova tassa, pari al 30 per cento, sui fiorenti profitti delle miniere di ferro e carbone. Iniziativa che i colossi minerari australiani guardano con preoccupazione.
Il primo ministro ha portato sul tavolo del dibattito anche la questione della scelta tra Monarchia e Repubblica. L’Australia come altri Paesi del Commonwealth è una monarchia con a capo il sovrano britannico. Sebbene un referendum del 1999 bocciò l’ipotesi della Repubblica, la questione è ancora oggetto di controversie. Il primo ministro si è detta intenzionata a promuovere la svolta repubblicana dopo la fine del regno di Elisabetta II.

l leader dell’opposizione, il conservatore Tony Abbot, invece, è un convinto monarchico.
Soprannominato “Il monaco pazzo”, dopo essere stato in seminario , ha rimesso in gioco la coalizione Liberal nazionale nella sfida elettorale. È noto per le sue opinioni conservatrici: ha chiesto alle donne mussulmane di rinunciare al burka, è contrario alla ricerca con le cellule staminali, all’aborto e ai matrimoni gay.
Al centro della sfida elettorale c‘è anche il tema dell’‘immigrazione. In un anno più di 2500 immigrati hanno chiesto asilo nel paese. I Labor e la coalizione liberale vogliono fermare gli sbarchi, ma in modi diversi.
L’opposizione conservatrice intende riaprire il campo di detenzione nella piccola isola di Nauru, mentre Gillard vuole aprire un centro di valutazione regionale offshore in un paese firmatario della convenzione onu sui rifugiati, possibilmente Timor est. Il tema ha attirato l’interesse delle ONG per diritti umani.