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Polemiche per il primo rimpatrio di rom dalla Francia

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Polemiche per il primo rimpatrio di rom dalla Francia

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Bruxelles chiede a Parigi di garantire la protezione dei cittadini europei, alla vigilia del primo rimpatrio di rom. Un’ottantina di persone si apprestano a rientrare in Romania e Bulgaria, Paesi dove ha origine la maggior parte della prima minoranza etnica dell’Unione europea. Che chiede di rispettare le regole. Romania e Bulgaria criticano la Francia. Chi vi resta, mostra preoccupazione, come Neoloi Vichente: “Non voglio tornare in Romania – dice. Non ci sono case, non c‘è lavoro. Ci sono troppi problemi”.

I rom, in partenza volontaria, fanno parte delle centinaia che hanno dovuto lasciare i campi smantellati quest’estate, 51, secondo il ministro dell’Interno francese. Brice Hortefeux ha annunciato che da qui a fine agosto circa 700 rom saranno rimpatriati. Su tutto il territorio nazionale si stima siano circa 15.000. Quelli che decidono di lasciare la Francia riceveranno circa 300 euro, ma il responsabile dell’Immigrazione Eric Besson chiarisce: “Chi ha già ricevuto il denaro non lo riceverà una seconda volta – spiega. Potranno tornare in Francia, perché la legge lo permette, ma non potranno rimanervi in una situazione di irregolarità, o ricevere l’aiuto umanitario una seconda volta”.

Romania e Bulgaria fanno parte dell’Unione europea dal 2007, grazie a un regime transitorio i loro cittadini possono entrare in Francia per tre mesi, trascorsi i quali devono documentare il possesso di un lavoro o di un percorso di studi. Per impedire ritorni volti ad ottenere di nuovo l’aiuto statale, Parigi lavora a uno schedario biometrico. E anche questo suscita nuove critiche nei confronti di una politica della sicurezza già controversa.