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Pakistan, gli aiuti arrivano col contagocce. Il governo: "Rischi di un colpo di mano"

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Pakistan, gli aiuti arrivano col contagocce. Il governo: "Rischi di un colpo di mano"

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Arrivano col contagocce in Pakistan gli aiuti per gli otto milioni di alluvionati. Secondo l’Alto commissario per i rifugiati, “le agenzie umanitarie e le autorità non riescono a dare risposta adeguata alle necessità più urgenti”. Solo 770 mila persone avrebbero finora ricevuto generi alimentari, acqua o medicine.

L’appello del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, a raccogliere almeno 459 milioni di dollari, ha finora ottenuto un terzo di questa cifra. Giovedi, nel corso dell’Assemblea generale, Ban Ki Moon rinnoverà la richiesta.

E oltre al numero delle persone colpite dal disastro, aumenta anche la tensione politica nel paese. Tra i volontari impegnati nei soccorsi molti sono legati all’universo dell’Islam radicale, e diventano ogni giorno di più le proteste contro il governo di Islamabad, accusato di immobilismo e corruzione.

In questo clima politico esponenti dell’esecutivo paventano il rischio di un colpo di mano: una eventualità che secondo gli analisti sarebbe invece poco probabile, proprio a causa delle difficilissime condizioni sul terreno.