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Pakistan, taleban primi sul terreno per aiuti umanitari

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Pakistan, taleban primi sul terreno per aiuti umanitari

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La catastrofe come terreno di conquista. Mentre le malattie infettive in Pakistan peggiorano il disastro causato dalle inondazioni, i taleban guadagnano la riconoscenza della popolazione con interventi rapidi e visibili sul terreno. Mentre il governo di Islamabad e la comunità internazionale, Stati Uniti in primis, moltiplicano l’invio di aiuti umanitari ma faticano a risollevare una situazione catastrofica.

“Il disastro è immane, la risposta del governo troppo lenta e noi invece siamo qui” dice Bakht Rahman, volontario della Jama Islamia.

La capacità d’intervento dei gruppi legati all’estremismo islamico viene accentuata dalle raccolte fondi cui la stessa popolazione risponde positivamente.

“Stanno facendo leva sull’emotività delle persone” dice l’analista pachistano Saleem Safi. “E la comunità internazionale, gli americani, il governo pachistano intanto cosa fanno? Molto molto poco. E in ogni caso meno di quanto la gente non si aspetti”.

Intanto la denuncia della stampa americana sulla scomparsa di oltre 300 milioni di euro che la comunità internazionale aveva donato al Paese per il terremoto del 2005 la dice lunga su quale sia la differenza tra gli aiuti distribuiti in loco e i milioni venuti dall’estero e affidati alle istituzioni e burocrazie locali.