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I bambini pakistani, le vittime più fragili

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I bambini pakistani, le vittime più fragili

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Sono sei milioni. Sperduti, orfani o malati.
Sei milioni di bambini che si sono ritrovati la vita sconvolta dalle alluvioni. Sono le vittime più fragili della peggiore catastrofe naturale della storia del loro paese. Sopravvivono sotto la pioggia, nel fango, tra fame e malattie. E ogni giorno rischia di essere l’ultimo.

Alla catastrofe che ha colpito un quarto del Pakistan, uccidendo centinaia di persone e lasciandone due milioni senza casa, si aggiunge ora il rischio di epidemie. Il colera ha già cominciato a far vittime, presto potrebbero apparire epatite e tifo.

Come spesso accade, gli aiuti arrivano col contagocce. Secondo testimoni sul posto, sono molti gli alluvionati che ancora non hanno ricevuto niente. Fra di loro, ci sono diversi orfani. È così che ragazzini di 14 o 15 anni si ritrovano a doversi occupare di cinque o sei fratellini più piccoli, senza poter contare su nessun tipo di assistenza da parte degli adulti.

E lasciati a se stessi, questi bambini affamati e assetati mangiano e bevono quel che trovano. I volontari dell’Unicef cercano di metterci una pezza distribuendo biscotti ipercalorici per combattere la malnutrizione. Ma non possono essere dappertutto.

Finora, esposti a sporcizia e virus, soffrivano di gastroenterite, malattie della pelle e disidratazione. Ma adesso secondo l’Onu ci sarebbero tre milioni e mezzo di bambini in pericolo di morte per malattie dovute all’acqua che bevono. In un ospedale di Peshawar, i medici non hanno abbastanza letti per tutti. La priorità, allora, va ai più piccoli. Dice un medico: “La maggior parte dei bambini che vengono da noi hanno diarrea e vomito. Abbiamo curato fra i 100 e i 200 pazienti. La maggior parte sono stati dimessi, ma abbiamo ancora in cura fra i 30 e i 50 pazienti al giorno”.

E per chi è rimasto solo, c‘è il trauma psicologico. Non si sa ancora quanti siano esattamente, ma sono sicuramente in molti ad aver perso i genitori, morti o separati da loro dalle alluvioni.