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Una messa all'anno. Ankara apre ai greci ortodossi

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Una messa all'anno. Ankara apre ai greci ortodossi

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Simbolica riapertura al culto del monastero turco di Sumèla: emblematico luogo di pellegrinaggio per i greci ortodossi, chiuso e trasformato da Ankara in museo nel 1923.

In una messa celebrata dal patriarca Bartolomeo I, il timido tentativo di riconciliazione con i Greci del Ponto: popolazione di origine ellenica, espulsa al termine della Prima guerra Mondiale dall’area di Trebisonda, dove dal XIII secolo aveva fondato un’enclave.

“Sono molto eccitata e contenta – dice una giovane pellegrina -. Si tratta di un momento importantissimo per noi greci. La prima volta, che con una messa qui, ci viene consentito di pregare nei luoghi da dove vengono molti dei nostri avi”.

“Sono particolarmente soddisfatto – ribadisce un altro – che la Turchia abbia autorizzato questa celebrazione. Per noi greci, credo sia l’evento più importante da quanto abbiamo lasciato quest’area”.

Celebrazioni, che in base agli accordi potranno d’ora in poi ripetersi il 15 agosto di ogni anno.
Apertura verso le minoranze greco-ortodosse, giudicata però ancora insufficiente da Bruxelles. In vista del sospirato ingresso turco, l’Unione Europea chiede ad Ankara anche la riapertura della Scuola teologica del Patriarcato di Costantinopoli, sull’isola di Halki.