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Pakistan: dopo l'alluvione, epidemie e criminalità

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Pakistan: dopo l'alluvione, epidemie e criminalità

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L’acqua si ritira in Pakistan. E lascia un paese in ginocchio, con 20 milioni di alluvionati, di cui almeno 6 in condizioni drammatiche.

Hanno bisogno urgente di tutto: un riparo, acqua potabile, cibo, vaccini e medicine.

Gli aiuti internazionali arrivano e si è mosso finalmente anche il presidente Zardari, criticato per non aver interrotto il suo viaggio in Europa nonostante la catastrofe.

Atteso nelle prossime ore Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu, che ha chiesto alla comunità internazionale 460 milioni di dollari per il Pakistan. Per ora, ce n‘è solo il 20 per cento.

E dopo i 1600 morti, si teme ora una seconda ondata di vittime per le epidemie. Più di 30 mila le persone colpite da dissenteria grave e si parla già dei primi casi di colera che, come la malaria, proprio nelle acque stagnanti trova l’ambiente ideale.

Oltre settanta i distretti colpiti dalle piogge e dall’alluvione, settecento venti mila le case distrutte, due milioni gli sfollati.

“La nostra casa è allagata e anche i nostri campi. Nessuno viene ad aiutarci”.

“Continuano a dire che gli aiuti arriveranno domani. Il governo ci ha abbandonato”.

Difficile arrivare nei villaggi ancora isolati. La popolazione è spesso lasciata a se stessa, in preda a fame, sete, malattie. E ora minacciata anche da saccheggi e criminalità in aumento.