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Il Pakistan annulla le celebrazioni per l'Indipendenza

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Il Pakistan annulla le celebrazioni per l'Indipendenza

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Niente festa dell’Indipendenza nazionale, oggi, in Pakistan. Il Paese è in piena emergenza, e il Presidente ha annullato tutte le celebrazioni ufficiali. Le agenzie umanitarie hanno ingaggiato una corsa contro il tempo per soccorrere i circa 14 milioni di persone colpite dalle inondazioni.

I bambini, ora, rappresentano la preoccupazione maggiore, come sottolineano i medici di Save the Children. E gli ospedali, ormai, sono sovraffollati. “Prima delle alluvioni – spiega il dottor Mukhtar Hussain, dell’ospedale pediatrico di Multan – visitavamo solo una quarantina di bambini al giorno. Ora il numero è raddoppiato. Alcuni bambini arrivano direttamente dalle aree colpite, soffrono di diarrea, febbre”.

Secondo stime Onu, i morti causati dal maltempo sono oltre 1600. Ma le cifre sono difficili da verificare con esattezza. Molte aree colpite, infatti, non sono ancora state raggiunte. E si teme una seconda ondata di decessi a causa di malattie.

Le incessanti piogge hanno sepolto città e villaggi, e danneggiato circa 700.000 ettari di terreni agricoli. Così, i prezzi nei mercati hanno subito un’impennata. “Le autorità dovrebbero fissare i prezzi dei beni di consumo – dice un commerciante -, e i prezzi dobrebbero essere mantenuti fino a fine anno. Altrimenti il prezzo dello zucchero, ad esempio, non farà che aumentare ogni giorno. Perché? Il raccolto dello scorso anno è scomparso?”

Nazioni Unite e Croce Rossa internazionale hanno lanciato un appello ai Paesi donatori per versare al più presto gli aiuti promessi al Pakistan. Servono subito 460 milioni di dollari, ma, finora, ne sono stati raccolti meno di 150. Oggi in Pakistan arriva il Segretario generale dell’Onu Ban-Ki Moon, che visiterà le aree del disastro.