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Pakistan, dopo le inondazioni le epidemie

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Pakistan, dopo le inondazioni le epidemie

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Dopo le inondazioni e i 1600 morti, il Pakistan rischia ora una seconda ondata di vittime.

A provocarla, malnutrizione, malattie, mancanza di igiene e di acqua potabile.

Sono già decine di migliaia i casi di persone a rischio per gravi dissenterie. E i bambini sono tra i più colpiti, denuncia la Croce Rossa: “Non è che la disponibilità di acqua sia limitata. È che non c‘è proprio acqua potabile. E se non risolviamo in fretta questo problema, cosa che stiamo cercando di fare, allora il numero delle vittime di questo disastro aumenterà ancora in maniera considerevole. I bambini stanno già morendo”.

Ed è allerta epidemie, colera e malaria in primis che nelle acque stagnanti e in quelle non potabili trovano l’ambiente ideale.

“Qui non abbiamo acqua da bere”, dice una pakistana, “Tutto è molto sporco. Le zanzare non ci lasciano dormire. L’elettricità manca per ore”.

Il segretario generale dell’Onu, Ban ki Moon, è atteso domani nel paese per fare il punto sui soccorsi. Servono almeno 350 milioni di euro, ne è stato raccolto solo il 20 per cento. Troppo poco per far fronte ai bisogni dei 20 milioni di alluvionati.