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Ramadan amaro in Pakistan

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Ramadan amaro in Pakistan

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Ramadan difficile, per i musulmani del Pakistan.
Astenersi da acqua e cibo dall’alba al tramonto potrebbe rivelarsi complicato per molte delle persone prive di tutto da due settimane. Scarseggiano cibo e acqua, e ciò oltre a creare comprensibili problemi rende impossibile a sera rompere il digiuno.

“Abbiamo cominciato il primo giorno di digiuno con l’acqua, ma solo Dio sa come potremo fare per rompere il digiuno alla sera”, dice un uomo.

I generi di prima necessità, distribuiti nella disorganizzazione, arrivano a una piccola parte degli alluvionati. E non bastano a nutrire tutti. Secondo Medici Senza Frontiere la maggior parte delle persone colpite non è ancora stata raggiunta dagli aiuti.

“Il Ramadan è iniziato e non abbiamo ancora ricevuto niente. Come faremo per rompere il digiuno stasera? La maggior parte di noi non avranno niente. Il governo dovrebbe occuparsi direttamente di distribuire dei beni”.

Pochi, tra i senzatetto, hanno trovato un rifugio alternativo, come accade in questa scuola nel Punjab, ora trasformata in un centro di accoglienza.

E nemmeno per loro, il rispetto delle prescrizioni religiose è facile.

“Temo di perdere il primo giorno di digiuno. Nel mio paese natale ero puntualissimo. Ma questa alluvione ha distrutto tutto, ha rovinato i raccolti e ci ha lasciati senza niente. Non possiamo lavarci, e se non sono pulito non posso digiunare”.

La situazione di disagio di questi giorni non è che l’inizio. Secondo la religione islamica, infatti, il Ramadan si osserva per quattro settimane.