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Le "foreste radioattive" di Chernobyl minacciate dal fuoco

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Le "foreste radioattive" di Chernobyl minacciate dal fuoco

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Il fronte del fuoco è arrivato a 60 chilometri a sud della centrale nucleare di Cernobyl, in Ucraina. Per le autorità di Kiev, che contano di spegnere le fiamme entro un giorno o due, la situazione “non presenta alcun pericolo”.
 
Il rischio principale riguarda le foreste già colpite dalle emissioni in occasione dell’incidente del 1986, che oggi sono rinsecchite e dunque più vulnerabili. Fumi provenienti da un eventuale loro incendio potrebbe trasportare nell’aria del cesio-137.
 
Per la Russia l’allarme non riguarda solo la zona di confine con l’Ucraina. Incendi sono in corso in numerose parti del paese, ma il ministero per le situazioni d’emergenza ha revocato lo stato d’emergenza in tre regioni su 7.
 
Secondo il servizio meteo federale, il livello di radioattività in Russia non ha superato le soglie di legge, nemmeno dopo gli incendi. Più cauto il direttore dell’Istituto forestale, Andrei Sirin, che riconosce la necessità di una più attenta prevenzione per le foreste radioattive.
 
“Naturalmente questi boschi hanno bisogno di una protezione speciale, perché i fumi che salgono dalla combustione possono espandersi su un’area più vasta”.
 
In calo in numero complessivo dei focolai, ma in crescita quelli importanti, da 100 a 107, dei quali 63 circoscritti. Le fiamme hanno finora distrutto un milione e centomila ettari di bosco.