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Scuse di Tokyo, protestano le sud-coreane

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Scuse di Tokyo, protestano le sud-coreane

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Le scuse di Tokyo non bastano: una manifestazione davanti all’ambasciata giapponese di Seul ha ricordato il ruolo svolto dalle donne sud-coreane come schiave del sesso durante l’occupazione giapponese della penisola. Tra le manifestanti, alcune sopravvissute che hanno lavorato nei bordelli militari dell’epoca.

“Il primo ministro – dice una sopravvissuta – si sarebbe dovuto scusare con le persone costrette a servire i giapponesi, invece ha pronunciato delle scuse vaghe, che noi non accettiamo come sincere”.

“Sono stata reclutata quando ero una bambina – aggiunge un’altra -, non ho potuto studiare. Come posso sapere che cosa intende il primo ministro, non ho idea di che tipo sia. Penso solo al male che il Giappone ci ha fatto in passato”.
Martedì, il premier giapponese Naoto Kan si era detto addolorato per i danni e le sofferenze inflitte ai coreani durante l’occupazione iniziata nel 1910 e durata 35 anni. Già nel 1995 il Giappone aveva chiesto scusa per il suo ruolo svolto nella seconda guerra mondiale.