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Alluvioni in Cina. Alla ricerca dei dispersi, si temono nuove piogge

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Alluvioni in Cina. Alla ricerca dei dispersi, si temono nuove piogge

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Poche speranze di trovare dei sopravvissuti nel nord ovest della Cina travolto dalle frane. Vanno avanti le operazioni di soccorso, mentre nuove piogge minacciano l’aerea.

Il bilancio è di oltre 700 morti e più di mille dispersi. Circa 45mila persone sono state evacuate dalla contea di Zhouqu, che si trova nella provincia nord-occidentale di Gansu.

Il torrente di fango ha sepolto almeno 300 piccole abitazioni e ne ha danneggiate altre. Ieri un uomo è stato tratto in salvo dopo esser rimasto intrappolato fra i detriti per 50 ore.

Oltre diecimila tra poliziotti , soldati e pompieri sono stati inviati nella zona dove sono arrivati anche tende, coperte e generi alimentari.

Ma l’intervento del governo è accompagnato anche da polemiche. Rapporti ufficiali avvertivano da anni del rischio di frane in queste aree, alimentato dalla deforestazione e dallo sviluppo di centrali idrauliche.

Da tempo era stata messa in evidenza la fragilità del fiume Bailong, esondato a causa del fango e dei detriti.