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L'Asia piegata dalle piogge monsoniche

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L'Asia piegata dalle piogge monsoniche

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Martoriato e abbandonato. Il Pakistan non vede la fine del tunnel dell’emergenza maltempo che da due settimane ha messo in ginocchio il Paese con precipitazioni eccezionali e inondazioni che hanno colpito oltre 15 milioni di persone.

Il Primo ministro Yousuf Raza Gilani, in visita nelle zone più colpite, ha ammesso di temere un bilancio molto più pesante di quello finora quantificato e ha lanciato un appello alla comunità internazionale perché invii aiuti al Paese.

Le inondazioni che avevano sommerso la provincia Nord-occidentale del Khyber Pakhtunkhwa hanno raggiunto il Sud: il Punjab e il Sindh le province in massima allerta.

“La mia bimba è malata, respira a fatica” dice una donna. “Dove la porto? Non ho nemmeno un tetto sotto cui ripararci. Dormiamo per terra. Abbiamo perso tutto”.

Almeno 1.500 le vittime e milioni le persone costrette a fuggire. E mentre la distribuzione di aiuti del governo è insufficiente rispetto alla gravità della situazione, il maltempo non da tregua in vaste zone di tutta l’Asia. Nella provincia Nord-occidentale cinese del Guansu inondazioni e smottamenti hanno fatto oltre 120 morti accertati. Ma sono quasi 1.300 i dispersi. E nell’India del Nord sono 150 le vittime e 500 i dispersi.