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Freedom Flotilla. Netanyahu accusa Ankara: "ignorò i nostri tentativi diplomatici"

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Freedom Flotilla. Netanyahu accusa Ankara: "ignorò i nostri tentativi diplomatici"

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Benjamin Netanyahu lancia una dura accusa alla Turchia davanti alla commissione di inchiesta israeliana sugli scontri del 31 maggio.

Il primo ministro ha affermato che Ankara nei giorni precedenti alla vicenda della flottiglia umanitaria ha ignorato i tentativi diplomatici israeliani volti a evitare il peggio e non ha impedito alla Mavi Marmara di violare il blocco navale.

Netanyahu è stato il primo a testimoniare di fronte alla commissione. Anche il suo portavoce punta il dito contro gli attivisti:

“Israele aveva fatto un’offerta chiara”, ha detto Mark Regev, “la garanzia che qualsiasi carico civile che si trovasse su quelle navi sarebbe arrivato al porto israeliano di Ashdod o a quello egiziano di Al-Arish e sarebbe stato consegnato alla popolazione di Gaza. Purtroppo l’attività diplomatica, come ha detto il primo ministro, non ha avuto successo. La gente che era sulla nave cercava lo scontro”.

Secondo Israele i suoi militari sono stati costretti a difendersi dalle aggressioni degli attivisti durante l’assalto in acque internazionali alla Mavi Marmara, una delle sei navi inviate da un’associazione turca. Turchi anche i nove attivisti rimasti uccisi.

La nave bloccata in Israele è tornata lo scorso weekend in Turchia. La vicenda ha incrinato ulteriormente i rapporti tra i due alleati, già compromessi dopo l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza nel 2009.

Netanyahu ha anche accusato la Turchia di aver rafforzato i suoi rapporti con l’Iran qualche giorno prima della vicenda della flottiglia umanitaria.