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In Russia continua la battaglia contro gli incendi

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In Russia continua la battaglia contro gli incendi

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La battaglia contro gli incendi è lontana dall’essere vinta in Russia.

Oltre 550 i roghi attivi che stanno sprigionando una fitta coltre di fumo, il monossido di carbonio fino a sabato era di quasi sette volte superiorie ai livelli normali.

Difficile distinguere le torri del Cremlino. In strada come in metropolitana la gente indossa mascherine e i fari delle macchine rimangono accesi anche in pieno giorno.

All’aeroporto internazionale Domodedovo oltre 2000 i passeggeri bloccati per via di voli annullati e ritardi.

L’addetto alla sicurezza dei voli:

“La situazione resta complicata, la cosa principale è garantire la sicurezza dei voli. A tutti i membri dell’equipaggio è ricordato di osservare strettamente le misure di sicurezza, essere estremamente scupolosi”.

Chi ha potuto ha lasciato il Paese e per i prossimi giorni, malgrado le difficoltà, tutti i voli per le località balneari sono completi.

L’afa e le temperature record, che stanno asfissiando il paese da oltre un mese, non daranno tregua nelle prossime ore, stando alle previsioni.

Il bilancio dei morti è di 52 vittime fino a ora oltre 190 mila gli ettari bruciati.

Il lavoro dei pompieri continua senza sosta, mentre a Mosca, dopo le polemiche, è rientrato, interrompendo le vacanze, il sindaco Youri Lujkov.