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BP pensa a nuovi pozzi nel Golfo del Messico

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BP pensa a nuovi pozzi nel Golfo del Messico

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Conclusa con successo l’operazione “static kill”, BP pensa già a nuovi pozzi nel Golfo del Messico. I tecnici della compagnia petrolifera all’origine della più grave catastrofe ambientale nella storia degli Stati Uniti, puntano alla chiusura definitiva del pozzo entro breve.

Intanto, però, mentre le operazioni di bonifica procedono, i vertici BP stanno riflettendo su come sfruttare le riserve presenti nell’area: “Qui c‘è parecchio petrolio, e anche gas – dice Doug Suttles, responsabile delle operazioni nel Golfo -. Dovremo pensare a cosa fare, ad un certo punto. Abbiamo sempre affermato è che il pozzo originario, quello esploso, e il pozzo di salvataggio sarebbero stati abbandonati, e lo saranno”.

Nessuna ipotesi, per ora, di devolvere parte di eventuali proventi a quanti hanno subito le conseguenze del disastro. I cui legali lavorano alle cause di risarcimento contro BP. E mentre si contano i danni per il commercio locale, a partire dalla pesca, qualcuno mostra ottimismo: “C‘è una questione di disponibilità dei prodotti – spiega Adelaide Martin, proprietaria di un ristorante di New Orleans -. Ma qui non abbiamo avuto problemi nell’ottenere la materia prima, sin dall’inizio. Siamo stati fortunati, e credo che non avremo problemi”.

Secondo l’autorità alimentare statunitense i solventi utilizzati per combattere gli effetti del petrolio nelle acque del Golfo non sarebbero dannosi per i prodotti della pesca, e, quindi, per la catena alimentare che arriva all’uomo.

Ma punti interrogativi restano sugli effetti nel lungo periodo.