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Chiusa la falla al pozzo della BP. Ora si contano i danni all'ecosistema

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Chiusa la falla al pozzo della BP. Ora si contano i danni all'ecosistema

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E’ finita la fase finale della complessa operazione per chiudere la falla al pozzo della BP nel Golfo del Messico, e si fa la conta dei danni causati dal disastro ecologico.

Le autorità ambientali degli Stati Uniti ricordano che le conseguenze dell’incidente dureranno decenni, e stimano che solo una parte del greggio sia ancora in mare.

“La maggior parte del petrolio o è evaporata, o è andata bruciata, o è stata dissolta dai solventi, o è andata disperdendosi. Il che comporta un processo nel quale la degradazione è più rapida”, ha spiegato la responsabile dell’Agenzia per gli Oceani.

Ma i problemi restano. I ricercatori dell’agenzia federale per l’Ambiente, sottolineano come alcuni interventi, come l’impiego di solventi, pur tamponando un problema immediato, abbiano creato le condizioni per ulteriori disagi ecologici.

“Gli effetti di lungo periodo sulla vita acquatica sono per ora sconosciuti”, spiega Paul Anastas, dell’Agenzia federale per l’ambiente. “BP ha usato oltre sette milioni di litri di solvente, una quantità mai impiegata finora negli Stati Uniti”.

Dal pozzo sono fuoriusciti quasi cinque milioni di litri di greggio, l’equivalente di 20 superpetroliere. Nessuno sa dire che impatto avrà sulla biodiversità l’alimentazione massiccia con idrocarburi dei batteri del plancton, elementi alla base della catena alimentare, e sull’economia una eventuale caduta dei mercati ittici.