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Russia, bloccato l'export di grano

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Russia, bloccato l'export di grano

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Per alleviare la crisi dei raccolti ed evitare un’impennata dei prezzi, la Russia blocca le esportazioni di grano. L’eccezionale ondata di calore e la siccità che hanno investito gran parte del Paese hanno spinto il governo a prendere questa drastica decisione, che avrà effetto dal 15 agosto almeno fino alla fine dell’anno.
“Considerato il permanere delle temperature così alte e della siccità – dice il primo ministro Vladimir Putin -, credo sia giustificato imporre un blocco temporaneo all’esportazione di grano e dei relativi prodotti dalla Russia. E’ vero che abbiamo riserve considerevoli, pari a 9,5 milioni di tonnellate. Ma non possiamo permettere un’infiammata dei prezzi all’interno del mercato nazionale”.
Con l’8 per cento della produzione mondiale di frumento, la Russia è al terzo posto tra gli esportatori. Ma il raccolto di quest’anno, previsto intorno ai 70 milioni di tonnellate, farà registrare
un calo di un quarto rispetto a quello dell’anno scorso.
“Le condizioni meteorologiche ci hanno tolto ogni speranza – dice l’agricoltore Sergei Kryukov -. Non c‘è pioggia, tutto si sta seccando, il suolo è spaccato, in alcune zone negli ultimi mesi non è mai piovuto”.
Il blocco delle esportazioni riguarderà anche orzo, segale, mais, farina.
Il tutto per cercare di migliorare le condizioni di vita dei contadini ai quali, in molti casi, non resta che pregare.